Provino

Provino al teatro Caboto a Milano

25.10.2007, data memorabile.

Fare un provino, secondo le mie esperienze, indipendentemente dall’esito, può essere molto utile e fonte di nuove esperienze, anche altrui, da memorizzare dentro noi stessi per imparare a fare sempre di meglio. Insomma capire cosa non vi piace del provino degli altri aiuta noi stessi a per capire cosa non fare, a nostra volta, davanti al regista.

Oggi ho visto delle cose abbastanza scandalose…

Certe persone sembra che, il giorno stesso del provino, abbiano scelto tra andare a fare la spesa al supermercato piuttosto o fare un provino di teatro:

ho visto una signora che si è presenta senza con un pezzo a memoria (richiesto rigorosamente nella mail di invito al provino), ha tentato di improvvisare qulacosa senza riuscirci, ha utilizzato un tono bassissimo che nemmeno si sentiva dalla seconda fila, non ha avuto sicuramente le minime tecniche di base e non ha saputo improvvisare un bozzo di personaggio MA… solo perchè hanno fatto Love Bugs e Forum si dava delle arie con il regista e ha risposto male ed è rimasta male quando quest’ultimo con molto garbo gli dice che “teatro e televisione sono molto diversi” e bisogna usare dei linguaggi diversi;

oppure 2 ragazze si sono presentate con un testo anche molto carino ma lo hanno interpretato senza un personaggio… piatte… molte volte purtroppo si cade in questo tranello. Il regista ha spiegato che, secondo lui, il naturalismo non funziona in scena. Ne ha indirizzata una verso un personaggio molto diverso da lei e questa… ha voluto imitare…. Maria De Filippi!!!! (non riuscendoci). Non vi dico la faccia del regista, che sorridendo ha detto: “Era meglio che non me lo dicevi”;

invece sono rimasta colpita dal provino di una ragazza appena uscita dalla Paolo Grassi di Milano. Perchè? Perchè ho notato la differenza con le altre da PRIMA di salire sul palco, prima che aprisse bocca:

Fondamentale era il suo stato d’animo: esatte parole dette a me, prima che salisse sul palco “Se va bene sono contenta, altrimenti non fa nulla” era tranquillissima. L’agitazione gioca spesssssssisssssimmo dei brutti scherzi.

1) Prima cosa: (sembrerà una stupidata ma secondo me è FONDAMENTALE!) Vestiti neri. Già il fatto che ti presenti in jeans e maglietta è un segno di NON PROFESSIONALITA’. Se non hai un costume di scena o dei vestiti che servono per caratterizzare il tuo personaggio, vestiti di nero! Perchè sul palco tu non devi essere te stessa, devi essere o il tuo personaggio o più neutrale possibile.

2) Seconda cosa: come pronunci il tuo nome e cognome. Anche questa può sembrare una banalità. Voi direte: una volta che sente il regitsa, che io lo dica dal palco o dalle scale è la stessa cosa. Invece NO! Visti dalla platea, in centro al palco sotto le luci… Dite il vostro nome e cognome, lentamente e scandendo bene le parole, fermi e senza dondolii. Vedrete che attenzione su di voi. Il nome lo capiranno tutti, anche senza volerlo. 

3) E poi tecnicamente quella ragazza aveva tutte le basi tecniche della recitazione. E’ stata bravissima ad improvvisare, anche perchè non è facile! L’unico commento “negativo” (era un consiglio, più che commento negativo) del regista sull’improvvisazione era riferito al fatto che aveva trovato subito tante azioni  interessanti e poi è arrivata ad un muro: o lo scavalcava e trovava un’idea originale o rimaneva sulle azioni trovate…. e lei è rimasta sulle azioni trovate. 

Ed io????

Io ho imparato dalla ragazza della P. Grassi (come diceva Ferruccio Soleri: “il nostro mestiere è quello di rubare. Voi da me dovete rubare” . Rubare dagli altri le cose che funzionano e farle nostre. Apprendere tutto ciò che è possibile dalle esperienze e dalle esperienze degli altri). Dal centro palcoscenico mi sono presentata. Ho fatto il mio pezzo. Mi ha chiesto di cantare, visto che sul curriculum ho il musical di Grease. E mi ha fatto improvvisare una parola: DOMINATRICE. Mi ha chiesto se volevo improvvisarla subito o volevo pensarci. Ebbene, a questa domanda rispondete sempre subito perchè se aspettate è possibile che si perda ciò che avete fatto prima. Così ho improvvisato subito e a metà della improvvisazione mi ha detto: “PER ME VA BENE”. Bene in che senso? “CHE PER ME VAI BENE. CI SENTIREMO SE NON PER QUESTO SPETTACOLO, PER I PROSSIMI”.

Oh, mio Dio!!!! Ho preso tutte le cose veloci e sono scappata fuori a piangere di gioia. Sarebbe il mio primo LAVORO per teatro. A MILANO ! Presente??? Pagata (anche poco) per ciò che amo! Fantastico!

Buona Fortuna a tutti!!!

Provinoultima modifica: 2007-10-25T18:25:00+02:00da rossoangelo82
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