Totò

Totò: naso prominente, labbra sottili, mento pronunciato, sguardo spesso rivolto al vuoto. 

La dizione risulta tendenzialmente pulita, tesa a far capire le parole pronunciate. Parole apparentemente accostate con estrema leggerezza dietro cui si cela una sostanza che a volte si può intuire in quello sguardo perso nella ricerca di qualcosa, quello sguardo pieno di malinconia, di solitudine e rabbia. 

Totò lavora invece moltissimo sul set cinematografico che però utilizza come palcoscenico teatrale.

Mai stanco o domo, Totò è sempre eccessivo: nella sua tonalità vocale, o troppo alta o troppo bassa, nelle movenze, nella frantumazione totale della mimica facciale e corporale. Figlio del qualunquismo rompe ogni cosa gli capiti a tiro: parole, proverbi, ruoli sociali.

Nonostante i ruoli beceri e le trame quasi inesistenti riusciva a uscirne sempre da re, perché Totò si limitava a interpretare se stesso. Una marionetta impazzita, astratta, illogica, rabbiosa di fame, sesso e rivalsa sociale a cui non interessava affatto che tipo di mezzo dovesse utilizzare per arrivare al fine, che era poi sempre lo stesso: il soddisfacimento dei bisogni primari.
Da cattivo aggrediva senza sosta dal primo all’ultimo minuto tutti quelli che lo circondavano.
Ha avuto come spalla piccoli e grandi attori: Macario, Nino Taranto, Anna Magnini, Peppino De Filippo e tanti altri, riuscendo sempre a gestire la situazione in modo esemplare spesso sottolineando le doti  della sua spalla. Forse, però, la coppia meglio assortita riamane Totò e Peppino in cui il primo non trovava nel De Filippo soltanto una spalla ma un vero e proprio partner, i due si intendevano e divertivano giocando su quel feeling particolare in grado di donare qualcosa in più alla totalità della recitazione.

Vive in un mondo tutto suo, dove ogni cosa è capovolta, Totò è il perfetto sunto armonioso della vita e della fiaba. Questa marionetta reagisce proprio come ognuno di noi vorrebbe reagire: canta, balla, urla, schiaffeggia, imprevedibile e tenace prende in giro tutti dal giardiniere all’onorevole. Divertente, si, ma anche tremendamente fastidioso e irritante. Ride, ride in faccia alla gente, deformando all’estremo il suo viso fino a sembrare quasi un ritratto vivente di Picasso. Ogni articolazione è assestante, facilmente rintracciabile in ogni suo movimento, un cubista che frantuma il proprio corpo trasformando l’aria intorno in fluido e, così facendo, rendere una estrema sensazione di compenetrazione tra spazio e tempo.

Totò: uno dei più grandi comici italiani del diciannovesimo secolo. Un artista che racchiude e disprezza la grande maggioranza delle sfaccettature dell’uomo del novecento: un borghese piccolo, piccolo che ancora oggi gestisce la nostra società, una società tutta sbagliata, tutta da rifare.

Totòultima modifica: 2007-12-10T17:24:31+01:00da rossoangelo82
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